Giusi Campisi

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Nata a Torino nel 1966, dopo il diploma in Scenografia lavoro per alcuni anni in teatro come scenografa e costumista. Dal 1997, con la fondazione del collettivo artistico Suzie Wong Project, inizio una serie di collaborazioni con artisti e non, coinvolti dalla fase di progettazione alla produzione degli interventi e delle opere del gruppo; questo approccio rappresenta una costante del mio lavoro, dando origine ad un insieme di opere progettate nello spazio sociale e a questo restituite per una fruizione che è parte dell'opera stessa. Dai progetti che mirano a coinvolgere i soggetti stessi che abitano il luogo dell'indagine, alle azioni degli ultimi due anni, che indagano le possibilità del linguaggio artistico di discutere con i saperi altri, i temi che configurano la mia ricerca artistica, imponendo alla pratica un continuo e necessario spostamento sono: l'esplorazione del mondo del lavoro, il conflitto e la posizione del soggetto di fronte al discorso sociale e naturalmente la messa in gioco del linguaggio dell'arte, la sua possibilità di entrare nel dibattito contemporaneo. In questa direzione si devono leggere gli ultimi progetti, la costituzione del gruppo di lavoro multidisciplinare GAP nel 2011, una sorta di laboratorio dei linguaggi, e una serie di azioni pubbliche realizzate con il coinvolgimento di associazioni e organizzazioni del territorio.

Giusi Campisi, artista, ha fondato il collettivo Suzie Wong project, il gruppo GAP, il Museo Wunderkammer Trento, progetta e realizza azioni culturali.

Ha inaugurato a maggio 2014 il Museo Wunderkammer Trento collezione di immaginari urbani, un'azione artistica ideata con Luca Bertoldi. Nell'inverno 2013/14 forma il gruppo temporaneo Sinthomo, artisti in setting psicanalitico, e progetta il ciclo di seminari Lontano da dove, invitando gli artisti Francesco Careri, Stefano Boccalini, Ettore Favini e Adrian Paci e i teorici Cristina Mattiucci, Christian Marazzi, Denis Isaia e Marco Scotini. Ha curato nel 2012/13 il progetto artistico DEEP nel quartiere di S.Martino a Trento che vede coinvolti l'artista Martina Dandolo, Il Fiume che non c'è, collettivo di cittadini e organizzazioni, e Professionaldreamers edizioni e ricerca su spazio e società, contribuendo alla loro pubblicazione "Vicino ma fuori".
In collaborazione con Jonas onlus e Barycentro, ha avviato una serie di iniziative pubbliche in corso, sulle questioni aperte dalla crisi del lavoro, dal Cantiere di parola per lavoratori non occupati, al dibattito con Federico Chicchi a partire dal suo testo Soggettività smarrita. Sulle retoriche del capitalismo contemporaneo alla Facoltà di Sociologia di Trento, a Visto da qui ciclo di documentari di autori del territorio sul tema del lavoro.

Nel 2012 ha partecipato alla Biennale dell'immagine di Chiasso in due diversi contesti; nello stesso anno con il gruppo GAP è stata selezionata l'opera Bar Italia per il concorso Open- Pergine Spettacolo aperto. Il gruppo GAP è un progetto avviato nel 2011, con l'intento di esplorare i limiti del linguaggio legato ai diversi saperi, infatti i membri che lo costituiscono provengono da formazioni diverse, dalla biologia alla psicanalisi. Con il collettivo Suzie Wong Project fondato nel 1997 ha realizzato l' installazione Senza il sogno di una cosa, presentata nel 2011 il primo maggio alla festa organizzata a Trento e nel 2010 al Convegno Internazionale di Sociologia del lavoro, nel 2009 al CRAC di Cremona e a Cisano alla Fondazione Cuminelli nel 2008. Sempre nel 2010 realizza due interventi a Trento, Densità di grafite per gli utenti della Biblioteca Comunale e Solo l'inizio, omaggio ai trascorsi di lotta della Facoltà di Sociologia. Con il Mart nel 2009 conduce il laboratorio 24 hours hotel, opera semipermanente in una stanza d'albergo rimasta a disposizione dei clienti, e realizzata in 24 ore con i partecipanti al workshop.

Dal 2006 al 2007 partecipa ai progetti curati da Zimmer Frei The end e la residenza Neverending cinema con Yuri Ancarani e Wang inc., con cui nel 2006 è presente a Double happiness della Galleria Civica di Trento.
Cineforum è una rassegna di film arabi in lingua originale trasmessa sulla Autoroute Nord A7 Marseille nel 2005. Nel 2004 è presente con Sexing up Motel alla Galleria Civica Genova, Transcodex 02 il tempo inesatto rassegna di arte e nuove tecnologie, e continua il progetto Free Travel Bus, visita guidata in una città d'arte italiana per stranieri clandestini, iniziato l'anno precedente. E' del 2002 la collaborazione con Wurmkos per la ristrutturazione della Casa Parpagliona di Sesto S.Giovanni. I progetti Logistica 228, sul mondo degli autotrasportatori e Dopolavoro, sui luoghi che ospitavano gli operai di officine ormai chiuse, sono del 2001 e hanno dato luogo a installazioni sul territorio stesso dell'indagine, un bar per camionisti su una grande arteria che collega a Milano e il Dopolavoro ferroviario di Voghera. Nello stesso anno progetta con M.Calzavara Caduta libera, intervento permanente in un edificio residenziale a Monza, Architetto Rocca. Nel 2000 è a Netmage a Bologna; tra il 1997 e il 1999 lavora ai progetti Babilon e Ameless sul mondo del mercato del sesso, producendo due interventi nei luoghi della ricerca, un sexy show a Brescia e un club priveé di Milano.

Dal 1997 al 2001 partecipa alle mostre , Please, Care/of Milano e 0 video 1 a cura di D. Esposito; Our world, Società Umanitaria Milano a cura di A. D'Avossa; Manie, Moving road e Our world, Galleria Bordone Milano; Luogo comune, Palazzo Arengario, Club Privè Enigma, Milano a cura di A. Pioselli e G. Scardi; Moltitudini a Tolmezzo e Entr'acte al Museo Marino Marini, Firenze a cura di M.Scotini; Completely confidential, a Castel S.Pietro a cura di A.Pioselli; Domino, a Roma Galleria Multimedia; è presente in due edizioni del Miart.